I 5 step della transizione rapida al digitale

Milioni di aziende italiane sono a rischio

Le piccole e medie aziende italiane sono cagionevoli da sempre, tanto è vero che in Italia meno del 2% sono digitali, e meno ancora possono definirsi esportatrici.

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Ora con tutto il paese a casa in quarantena l’impatto economico del corona virus diventa devastante. Le aziende affondano. Per quelle più deboli non basteranno i sostegni pubblici, la crisi può essere letale se non ricevono cure adeguate. Bisogna prendere atto che niente sarà più come prima.

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Sono saltati tutti gli schemi, i tempi, i piani di business. Non solo fiere cancellate, voli e spostamenti bloccati. I compratori non vengono, all’estero se anche riusciamo a andarci non ci ricevono, sono interrotte le catene di vendita e approvigionamento. Le borse crollano, il personale non viene al lavoro perchè i bambini non vanno a scuola, la mobilità è limitata ai muri di casa, fioccano le disdette, calano gli ordini e quei pochi che arrivano non si ha la capacità di evaderli.

Comprendere il futuro contesto emergente

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Possiamo farcela. Gli imprenditori devono mantenere nervi saldi e reagire subito con misure immediate e adeguate per non far morire l’azienda.

La prima cosa da fare è adattarsi alla situazione e leggere i segnali del contesto emergente con una consapevolezza: Tutto quello che non ci uccide ci rende più forti

In questo nuovo contesto sparisce la frase “si è sempre fatto così “. Acquisti, vendite e processi aziendali evolvono su nuove piattaforme e nuovi comportamenti. L’export si sposta: sempre meno fiere e sempre più online, multicanale, digitale. Cambiano processi commerciali, produttivi, amministrativi: per salvarsi e non affondare bisogna intervenire subito su tutti gli aspetti del business.

Così come per le persone servono medici, nelle aziende servono interventi non solo per l’emergenza ma per rafforzarne la competitività in funzione della ripresa.

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Lo smartworking da solo non basta.

Chi pensa che basta anticipare le ferie o far lavorare da casa il personale per qualche settimana e poi tutto si aggiusta non ha capito proprio niente.

La piccola azienda italiana è già debole di suo, ha passato quello che ha passato negli ultimi anni, per risollevarsi ha bisogno di cure da cavallo. Acquisire una nuova visione imprenditoriale, manageriale e organizzativa. Cambiare il modo di lavorare, reimmaginare i processi produttivi, la proposizione di valore aziendale, il modo di rapportarsi con dipendenti partner conulenti manager clienti fornitori .

La transizione al digitale fa tutto questo. E’ questa la miglior cura per salvare l’azienda dall’emergenza di un presente angoscioso, ma soprattutto l’unico modo per renderla più forte e capace di governare la crescita futura.

I 5 step della transizione rapida al digitale

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1.     Strumenti e risorse Acquisire gli strumenti più adatti di interazione online e trovare fra il personale o in esterno i partner in grado di accompagnare i molteplici aspetto del business digitale. Il personale che lavora a distanza non deve venire in ufficio, e neanche seguire gli orari: questo amplia in modo illimitato la libertà di trovare risorse competitive e disponibili quando vi servono. Fate un checkup della vostra maturità digitale, cercate di comprenderne i benefici. Individuare criticità e punti di forza. Individuate i nuovi trend emergenti. Cercate di anticiparli.

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2.  Reimmaginare vostro modello di business agile/digitale. 

 Una cosa è produrre o vendere un buon prodotto, altra cosa proporre valore che soddisfare i bisogni del vostro cliente. La transizione al digitale vi obbliga a rapportarvi in modo diverso e per chi sa governarla apre prospettive inimmaginabili perchè il digitale è un oceano blu di opportunità per le piccole imprese, molto più agili e flessibili rispetto alle grandi marche.

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3. Pianificare e trovare risorse. Ponete obiettivi a breve e medio termine e trovare risorse idonee per raggiungerli. E’ un momento straordinario. Paradossalmente in questo momento l’intero Sistema Italia è con voi: vedrete le risorse non saranno un problema, ma usate agevolazioni e incentivi in modo intelligente. Potrete finanziare fino al 100% i vostri progetti export e digitale. Mentre scrivo sono aperti bandi in Veneto, Puglia, Lazio, Lombardia che danno soldi a fondo perduto per export, innovazione, smart working. Altre risorse sono in arrivo come finanziamenti agevolati, credito fiscale per investimenti e innovazione, partecipazione gratuita agli eventi all’estero di Ice e Regioni.

4. Agire subito coi primi interventi più semplici (smartworking, exportdigitale, ebusiness). Fare piani strategici è importante. Ma ancora più importante è agire subito, in piccolo, testare. E’ la metodologia Agile, Lean Enterprise. Si comincia poco per volta con lo smart working, e poi si procede con la digitalizzazione dei processi commerciali e amministrativi. Sarete sorpresi dei benefici che riscontrerete già nel breve periodo. E la quarantena forzata elimina in partenza ostacoli e resistenze!

5.Operazioni, monitoraggio, miglioramento continuo. Date attuazione ai piani operativi in modo flessibile, agile. Verificate le soluzioni implementate. Confrontatevi coi risultati sul campo. Attuate azioni correttive. Migliorate. Col digitale tutto è piu’ facile. Ve lo dice un imprenditore che già 10 anni fa ha distrutto e ricreato digitalizzandola una struttura zavorrata da costi fissi di uffici e personale fisso, e oggi lavora in 20 paesi del mondo con una rete di collaboratori esterni felici di interagire in smartworking su piattaforme digitali di nuova generazione.

Il messaggio agli imprenditori

In condizioni normali tutti si tende a rinviare i lavori da fare a casa. Cosi’ come gli imprenditori hanno sempre priorità più urgenti che intervenire sul potenziamento dell’azienda. Ma col decreto “tutti a casa” vi siete resi conto che NON siamo in condizioni normali. Le aziende affondano. Quali altre priorità sono più urgenti? Avete decine di export e innovation manager a disposizione, avete contributi a fondo perduto che ve li pagano, avete tempo a disposizione perchè tutto il resto si ferma. Cosa aspettate?

Grazie per l’attenzione. C’e’ una ultima notizia che voglio segnalare a chi ha avuto la pazienza di leggere questo articolo.

L’invito del Ministero Innovazione Digitalizzazione

L’associazione Uniexportmanager, di cui ho l’onore di essere presidente, ha aderito all’invito del Ministero dell’Innovazione e dell’Agenzia Digitale di fornire servizi digitali gratuiti alle aziende per sostenerle in questi tempi duri di emergenza. Fino al 3 aprile terremo a favore delle aziende e delle associazioni di categoria i webinar dal titolo “Smart-Working, Export Digitale, E-Business oltre l’emergenza“, parleremo di strumenti, smartworking e best practice di digitalizzazione con la testimonianza di colleghi associati e imprese. L’associazione ha disponibile l’elenco Manager esperti SmartWorking che possono intervenire operando online a chiamata, a tempo, a progetto. Trovate informazioni e il calendario su Uniexportmanager.it. Prosssmi eventi giovedi 12 ore 18,30 e lunedi 16 ore 15. Le credenziali di accesso via Windows, Mac, Android, Iphone saranno inviate alle aziende che le richiederanno fino ad esaurimento dei posti disponibili.